Bello e Brutto: valori opposti o complementari?

Bello e Brutto: valori opposti o complementari?

Bello e Brutto: valori opposti o complementari?

Il brutto, il bello…due facce della stessa medaglia, due valori complementari, a volte così indispensabili l’uno all’altro dall’essere indistinguibili: sicuramente lo spunto per una riflessione stimolante. La facciamo con il nostro Francesco Cirignotta.

“A trattare questo tema sono stato spinto inizialmente dal disappunto nel constatare l’utilizzo (o se volete l’abuso) che del termine bellezza oggi comunemente si fa. Impegnandomi nella ricerca di testi e fonti cui attingere, mi sono poi imbattuto in un mondo straordinario, fatto di grandissimi filosofi, scrittori, poeti, pittori, artisti, semiologi di ogni epoca, i quali, con grande acutezza, hanno tracciato un percorso sulla Bellezza di enorme portata.
Se i più si sono astenuti dal voler o poter dare una definizione assoluta, tutti alla fine hanno dovuto concordare, pur in ragione delle proprie competenze e del periodo storico di appartenenza, nel riconoscere il concetto di bello come atto assolutamente intimo e privato: esattamente come ogni altro sentimento.

Il riconoscere il Bello o il Brutto diventa sperimentazione personale la cui matrice originale risiede nell’amor proprio, negli ideali, nel gusto, nel vissuto, nel sapere, nelle sensazioni, nei sentimenti e in quant’altro la Natura e la Vita hanno messo a nostra disposizione.

In un mondo che insegue senza sosta il bello, dove solo questo valore sembra degno di esistere e diventa addirittura misura dell’esistenza stessa, proprio qui, paradossalmente, viviamo l’encomio del brutto.

Gli attuali processi di trasformazione sociale, di fusione culturale e quindi anche gli intrecci di valori etici e morali, più o meno coscientemente ed attivamente vissuti, modificano la percezione e la definizione di Bello e Brutto. Nuove scoperte scientifiche e sviluppi tecnologici coinvolgono tutta la sfera del sociale oltre che del privato: tutti, e non solo più alcune élites, partecipiamo alla creazione di nuovi gusti e di un nuovo sentire.

Nel mio settore ho già avuto modo di esaltare il piacere di intrecciare arte (artigianato) e cultura (tecnica) per sviluppare nuovi approcci a canoni estetici innovativi, né belli né brutti ma Belli e Brutti.
Ed è in questa unione di arte e cultura che trovano vita ed espressione tanti elemento.
Alla fine di questa mia personale esperienza di approfondimento sento di poter nuovamente chiudere il cerchio là da dove ero partito: per poter creare ciò che considero il “Bellessere”, o l’immagine bella di ognuno, è fondamentale come il soggetto sente il suo vedersi.
Intervenire sull’immagine di una persona è un’enorme responsabilità: non basta creare i migliori tagli di capelli, non basta avere capelli lucidi, elastici, sani, non basta….se non si tiene in considerazione che la bellezza per l’immagine è data dall’emozione che questa può provocare nel guardarsi e nell’essere guardati.

Il punto di svolta nella creazione di un “Bellessere” realmente abita nel sentimento della persona stessa: è lì che si crea il nuovo Bello e il suo contrario”.

Beauty in the City

Beauty in the City

Laureata in Lingue e Letterature straniere, esperta di PR e Comunicazione. Gestisce l'Ufficio Stampa e Relazioni esterne di molte realtà aziendali, nazionali e internazionali.

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