Sapere per essere. Siate il cambiamento che volete vedere negli altri

Sapere per essere. Siate il cambiamento che volete vedere negli altri

Sapere per essere. Siate il cambiamento che volete vedere negli altri

Parrucchieri: esiste un vero e assoluto modo di  esercitare la professione? Ecco il punto di vista di Francesco Cirignotta.

Grazie alla mia curiosità ho avuto il piacere di passare tanto tempo nelle biblioteche milanesi per documentarmi sul nostro mestiere nei suoi trascorsi storici. Amo immaginarmi il futuro come luogo di correzione delle nostre azioni e come opportunità per i nuovi errori, amo pensare che grazie al nostro mestiere gli individui non resteranno orfani di un contatto umano (e fisico).

L’osservazione analitica mi permette di accogliere informazioni da ogni direzione, siano esse culturali, di metodo, imprenditoriali, fantasiose, scientifiche economiche, storiche, psicologiche, sociali, finte , vere….per me è ricchezza.

La poltrona del “barbitonsore” come antesignana d’ internet.

Ricchezza che mi permette di sentirmi cosciente nell’affrontare un momento storico che per molti si definisce di crisi, e per altri (me compreso) di trasformazioni. Invito per un momento a riflettere su come il nostro mestiere si sia trasformato con l’industrializzazione e con l’ausilio di tecnologie come l’energia elettrica per esempio, laboratori di ricerca di prodotti,il miglioramento di ordine sanitario, o con la possibilità di viaggiare, esperienza che ha certamente aperto la visione del fare e dell’interpretare.

Insomma ogni giorno, nella sua natura è rivolto al futuro con l’ausilio del passato…..considerazione banale? Bene.

Perché siamo tutti impauriti che il mondo stia esplodendo o implodendo? La mia considerazione dovrebbe darci la necessaria energia per continuare a lavorare in nome del dopo. Come? Cercando di fare un viaggio di riflessioni nella speranza che possa essere utile, destabilizzante , di reazione .Ci si taglia i capelli per tre motivi , psicologico, fisiologico e sociale. Qualunque sia la motivazione scelta (spesso inconsciamente) le altre due non sono escluse .

Voglio iniziare il viaggio dagli antichi Egizi: mi ha affascinato l’idea che loro conoscessero i capelli e che sapessero essere struttura morta. Per questo motivo si radeva tutto il corpo: sostenevano che al cospetto degli Dei, un uomo o donna non dovesse presentarsi con nulla di” morto” durante le preghiere . Dimostrazione che per loro il valore scelto era sociale psicologico e poi fisiologico.

Altra considerazione è che il senso della bellezza e della cura del corpo era regolato (succederà così per molti altri millenni) dall’appartenenza a religioni o a caste sociali, così come ancora oggi attraverso acconciature o colori o tagli manifestiamo momenti sociali riconoscibili da tutti.

Scappo in avanti e mi ricordo di un libro fotografico africano, dove un artista della macchina fotografica ha immortalato trent’ anni di acconciature con i relativi significati sociali tipo il corno dell’amore, acconciatura maschile atta a rappresentare il momento in cui un giovane si presenta alla società dichiarando di essere pronto per una moglie,oppure di rimando una donna di altre tribù che con acconciature delle sette trecce dichiarano pubblicamente di cercar marito.

I capelli sono, quindi,  un grande strumento di rappresentanza e di grandissima comunicazione.

Noi? Dei buoni giornalisti.

Ritornando nella storia mi ricordo di aver letto del periodo Alessandrino dove le “tonsrine” così chiamate le barberie, erano luoghi definiti i” banchetti senza vino,” ossia luoghi di aggregazione per lo più al maschile.

Negli anni 50 l’utilizzo dei caschi per acconciatura era in voga e i parrucchieri felici della loro esistenza. Nei cambiamenti di abitudini e di strumenti è sempre esistita frangia a favore o contraria. Grazie a queste diversità ci sono stati clienti che hanno trovato il loro ideale di parrucchiere.

Osservare la trasformazione dei parrucchieri da artigiani in imprenditori per diverso tempo ha rappresentato una scalata sociale ben apprezzata dai clienti, altre volte lo stesso fare ha rappresentato motivo di separazione di alcuni clienti che cercavano un servizio più  “storico”. Ci sono aziende che vendono servizi , altre che li praticano. Esempi questi che ci inducono a pensare che non esista un vero e assoluto modo di essere artigiani parrucchieri.

Oggi ci ritroviamo come Barbitonsori a realizzare il sogno moderno, ossia far vivere l’artigianato da vera impresa e non più l’Impresa come soggetto primario della nostra attività.

Le riflessioni di questo breve e caotico viaggio sono volutamente espresse come spesso la nostra mente ci fa riflettere, ma, prometto che pian piano metterò a vostra disposizione un viaggio nella storia del mestiere in grado di regalarci coscienza per ciò che siamo e ciò che rappresentiamo nella società.

Barbitonsore e tricoesteta
Francesco Cirignotta

Beauty in the City

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